Definizione
Una triade è in secondo rivolto quando nel basso c'è la sua quinta: sopra il basso si formano una quarta e una sesta, da cui il nome accordo di quarta e sesta (cifratura 6/4). Nello stile tonale la quarta con il basso è considerata dissonante: per questo il 6/4 non si usa liberamente, ma solo in quattro situazioni precise. In tutte e quattro si raddoppia il basso.
1. Quarta e sesta cadenzale
- Successione: I6/4 – V – I (in Do: Do/Sol – Sol – Do).
- Cade sul tempo forte; il V che segue sul tempo debole.
- La sesta scende alla quinta e la quarta alla terza (Mi → Re, Do → Si): sopra il basso Sol si ha 6/4 → 5/3.
- Viene preceduto da un predominante: ii6 – I6/4 – V – I o IV – I6/4 – V – I.
- Si può analizzare in due modi: come I in secondo rivolto, oppure, più coerentemente con la sua funzione, come un V con due appoggiature (V6/4–5/3). In entrambi i casi l'effetto è di dominante.
2. Quarta e sesta di passaggio
- Il basso si muove per grado e il 6/4 sta in mezzo: I – V6/4 – I6 (basso Do–Re–Mi) oppure IV – I6/4 – IV6 (basso Fa–Sol–La).
- Cade sul tempo debole.
- Spesso il soprano si muove per moto contrario al basso, con uno scambio delle voci (Mi–Re–Do nel soprano contro Do–Re–Mi nel basso).
3. Quarta e sesta di volta (o di pedale)
- Il basso resta fermo e le voci superiori fanno una nota di volta: I – IV6/4 – I (Do–Mi–Sol → Do–Fa–La → Do–Mi–Sol) oppure V – I6/4 – V.
- Cade sul tempo debole; prolunga l'accordo principale come un ricamo.
4. Quarta e sesta arpeggiata
- Il basso arpeggia l'accordo (fondamentale, terza, quinta): la quinta nel basso non crea vera instabilità perché l'armonia è sempre la stessa.
- Tipica dei valzer e delle marce, dove il basso alterna fondamentale e quinta.
Regole pratiche
- Raddoppia il basso in tutti i tipi di 6/4.
- Il 6/4 cadenzale cade su un tempo più forte rispetto al V che lo segue (per esempio 6/4 sul primo movimento, V sul terzo): mai il contrario.
- Approccia il basso del 6/4 cadenzale per grado o dalla quarta sotto (Fa–Sol, Re–Sol); non saltarci sopra da una nota estranea.
- Non usare 6/4 isolati senza una delle quattro funzioni: suonano instabili e "sbagliati".
Errori tipici
- Mettere il 6/4 cadenzale sul tempo debole: la cadenza perde forza.
- Far risolvere la quarta verso l'alto nel cadenzale.
- Raddoppiare la sesta o la quarta invece del basso.
- Chiudere un brano su un I6/4: nessuna stabilità.
Esempi
- Concerti di Mozart e Beethoven: l'orchestra si ferma con una corona sul I6/4 cadenzale; il solista inserisce la cadenza e la chiude con il trillo sul V.
- Corali di Bach: cadenze ii6–I6/4–V–I in molte frasi conclusive.
- Valzer di Strauss: basso arpeggiato fondamentale–quinta nell'accompagnamento a "umpa-pa".
- Gospel e pop: Do – Fa/Do – Do (I – IV6/4 – I) è il ricamo plagale tipico delle chiusure e dei vamp.
Come usarlo in composizione
- Il 6/4 cadenzale aggiunge solennità alla cadenza finale: usalo nel finale di un brano o di una sezione importante.
- Il 6/4 di volta sopra un pedale (Do – Fa/Do – Do) è un ottimo modo di dare movimento a un accordo lungo senza cambiare il basso.
- Il 6/4 di passaggio rende fluido un basso che sale o scende per grado.
Esercizio
- Scrivi in Si bemolle maggiore la cadenza ii6 – I6/4 – V7 – I a quattro voci.
- Scrivi I – V6/4 – I6 con scambio di voci tra soprano e basso.
- Nel DAW, crea un vamp di quattro battute con I – IV6/4 – I sopra un pedale di tonica.
Collegamenti
Rivolti degli accordi e accordi di sesta e quarta; Cadenze; Cadenza autentica perfetta e imperfetta; Pedale e ostinato; Concerto solistico; Il primo rivolto.