Che cos'è
L'elemento che resta in testa: una frase melodica, una parola, un riff, un suono. Spesso il brano ne ha più di uno sovrapposti.
Tipi di hook
- Melodico-testuale: il titolo cantato sulla frase più memorabile del chorus.
- Ritmico/vocale: sillabe ripetute, stutter, chant.
- Strumentale: riff di synth, chitarra o fiati.
- Di produzione: un suono particolare (vocal chop, effetto, 808 caratteristico), il tag del producer.
- Post-chorus: frase breve ripetuta dopo il chorus, tipica di K-pop e pop moderno.
Caratteristiche ricorrenti
- Breve (1–2 battute) e ripetuto (3–4 volte nel chorus).
- Intervalli semplici e un ritmo riconoscibile.
- Estensione cantabile (entro una sesta o un'ottava).
- Contrasto con la strofa (registro più alto, ritmo diverso).
- Ultima ripetizione variata, per chiudere.
Esempio in Do
Hook G4–G4–E4–G4–A4 (sol sol mi sol la) sopra C – Am, ripetuto tre volte, la quarta volta diventa G4–G4–E4–D4–C4 sopra F – G – C: tre domande e una risposta.
Costruire hook più forti
- Fai coincidere hook melodico e titolo.
- Usa la ripetizione di sillabe (la-la, oh-oh) come strato secondario.
- Abbina un riff strumentale che risponde alla voce nelle pause.
- Prova il test del canticchiare: se dopo un ascolto non lo ricanti, semplifica.
Esempio reale
In «Umbrella» di Rihanna (2007) la ripetizione dell'ultima sillaba del titolo diventa essa stessa un secondo hook. In «TT» delle TWICE (2016) il gesto e la sillaba del titolo fanno da hook visivo e sonoro insieme.